giovedì 11 agosto 2011
Non ha senso
Non ha senso: il fatto che scrivo a quest'ora è una chiara testimonianza di vita insana. Dato che non ha senso che scrivo a quest'ora non avrà senso neppure ciò che scrivo. Quindi secondo logica non dovrei scrivere ma visto che lo sto facendo sono ad un punto illogico. Siccome il punto è illogico sono coerente con i precedenti post di questo blog. Pertanto in base alla personale coerenza mi impongo di scrivere ciò che non ha senso manifestandolo con l'atto insensato della scrittura. Mi baso su quel che sono ovvero illogico, insano, privo di senso e tutto ciò che faccio lo faccio solo se privo di senso.
venerdì 22 luglio 2011
Consumiamo insieme!!!
Cambia la tua vita, cambia il layout del tuo blog, deridi la stanchezza e schiaffeggia la solitudine, qui con noi potrai divertirti! Sono tante le droghe che ti vendiamo: hashish, marijuana e chetamina! Il tutto per una buona mattina! Il sole è già alto è tempo di abbassare le persiane, prenota il tuo ristorante di fiducia! Consumiamo insieme!!! Siamo patologici, escatologici, ecologici, pedofili, zoofili e necrofili! Drogati anche tu alla riserva indiana lontana dalla civiltà, in via George Washington 14, Atlanta, ci troverai nella sede della Made in China!!! copyright U.s.A...
domenica 3 luglio 2011
Sangue Mobile
venerdì 3 giugno 2011
Willy TM
Sono irato, nervoso, provo odio. Desidero vendetta dalle martellate e cazzotti smascellanti in pieno pugilato. Una persona, un essere blu, coi capelli piuma, mi ronza intorno civettando con me.
Sono Willy e sono un alcolista.
Sono qui per raccontarvi di come sono caduto dalla rupe. Mi sono rotto la testa ed ora vorrei guarire, lo stomaco sale in bocca e sbavo. questa tipa, la blu, la pedino per tutto il Desert Bar TM e bevo due ACME per rilassarmi, poi ne offro uno a lei, cominciano a girarmi le stelle alcoliche per la testa, mi ammanetta al letto e mi ruba i documenti dalla calzamaglia marrone, poi mi tira il martello, ora ho due bernoccoli di cui uno in testa. Gli occhi erano formati da cerchi cromatici attorno alla pupilla, viola - giallo - verde ecco la combinazione per la cassaforte che le voglio tirare quando la rivedo. Mi fotografa nudo e il giorno dopo mi chiama per garantirne il privato e a telefonata conclusa sento solo un Beep Beep, stupidi telefoni jazz che vendono alla quarta strada fra Kirk Gramler e John Milton. Mia moglie seppe tutto e volle il divorzio. Mio figlio si è suicidato. Non avevo i soldi per comprarle.
Non bevo da un anno e cinque giorni e progetto giorno e notte la mia vendetta. Ho studiato, ponderato, il cervello non frullava così da tempo. Non c'erano parole nelle mie scene, nelle sue c'era sempre quell'irritante Beep Beep. Ci vedemmo al privè alla cima del locale, c'erano sei piani sotto di noi, avevo una cassaforte fra le mani e fissavo lei appoggiata alla ringhiera. La vendetta era in atto. Corro contro di lei a passo calmo, alzo le gambe fuori dalle possibilità di un essere antropomorfo e non faccio rumore, la musica pare accompagnarmi, passo per passo. Scivolo sul sudore di un porco col papillon rosso che era caduto prima , lei si sposta e io proseguo oltre lei, a testa in giù, provo a sentire il pavimento sotto i piedi, prima con il pollice, poi con le altre dita fino al mignolo con cui verifico più volte tintinnando a vuoto. Non c'è nulla, provo a fare elica con la coda ma i 9,81 m/s mi invocano a presa rapida, mi spiaccico e dall'alto non si vede che una nuvola di fumo e io che giaccio inerme privo di respiro. PUFF sono morto Beep Beep!
giovedì 2 giugno 2011
Le nuvole frantumate
Alzo lo sguardo e scende il cappuccio dalla mia nuca, alle speranze comuni i miei occhi si distraggono, le nuvole si frantumano e le piogge acide boicottano le esistenze. Cinque soldati in fuga dai tutù, da terra provano a rialzarsi, guardano il cielo e i loro occhi si imbruniscono. Caltanissetta, Polla, Barcellona del Pozzo, Novi Ligure e Bastardo suonan le trombe solenni, in pace con un Dio antico. Le scommesse dei segretari del biliardo si smacchiano con azioni retrograde, pure e quasi cristiane. Lo stadio della Collera si manifesta fra i sentieri negativi e gli slogan trepidanti si ricopron di sussurri autunnali. Quando estate fu in un altro post, un altro ragazzo visse la sua spiritualità con occhi trasbordanti, irreali e magici. Le lettere che gli scrissi furono ignorate, i tirocini derisi e i migliori amici si diedero alla forca. Un flagello governativo tutto paesano, all'estero mi chiamavano il sottomesso dei sottomessi, a casa mi lamentavo dei miei fratelli e loro di me, nessuno amava l'altro, nessuno dava un pezzo di sè, nessuno era vivo perché nessuno aiutava l'altro e continueremo ancora a lamentarci: ci pisciano addosso e ancora a dire che piove.
domenica 22 maggio 2011
Il calamano digitale
Qualcuno ancora mi legge, spera in una mia maturazione, nello sbocciare di uno scrittore, che questo sappia: attende invano. Cresco fra l'inerzia esistenziale e il perdurare del mio guscio e delle sue allergie. Le notti insonni si susseguono e compongono questo diario pseudoindividuale, racchiuso in sé e in ogni male. -Come va?- nei post con lo sputo qualcosa ha un senso, un soffitto significa chiuso, sicuro e no cielo; il cielo si fa scuro neppure i cani predatori fra le auto, qualcuno si dilegua ma è poca cosa. Pochi spazi, il calmano digitale a singhiozzi prosegue inesorabile, lento e incapace come un sindacato. Fui adolescente e non, più tempo mi ci volle e la sigaretta si spense, in mille ceneri spesse, ingrumate in quel microscopico spazio. Il silenziarsi del minuscolo operaio di cui tutti si farciscono la bocca, il perdurare della crisi a cui tutti si attaccano per far affondare i nemici, le azioni che non ho comprato perché ero a un corteo, la banca del compagno di lotta. Non morirò, la fuga mi uccide, sopravvivo. Non vivrò, la morte mi scruta, sono moribondo.
domenica 15 maggio 2011
Flussi di compostaggio
Vengo sulle colline dove la morte traspare, dove la vita è un inganno, un mesto ricordo. Un amarcord lento, di facce altisonanti, di racconti militari e di malattie sessuali, infettive ai primordi. I generali nelle battaglie si fecero ferite, oggi le cicatrici multicolori nei social network bestemmiano moderate. Io non penso in questi flussi di compostaggio, di rifiuti macerati e camorre solide. Rimbalzo nei ritmi di amianto, sono figlio dello schianto, della miseria di cui mi vanto, resto fermo fra i testicoli omosessuali. Guai a chi spergiura sulla qualsiasi cosa, guai a chi non vede l'alba o la donna che ama con sguardi mai visti.Guai a chi mesto va verso i sentieri vecchi senza rivolger parola alle persone nuove.
sabato 14 maggio 2011
Homo machina
Quando sorpassi una porsche in curva evitando uno steccato non aspettarti di trovare sonno fra il cuscino e le lenzuola. Il tempo è denaro, se hai tempo da spendere stai certo che mancherà il denaro, se invece hai il denaro da spendere non avrai tempo da perdere, il tempo è denaro. Vivi 24 ore, 8 di queste dormi, altre 8 produci e altre 8 consumi; così va meglio. In quelle 8 ore che consumi sappi che sei controllato, indirizzato, qualcuno ti guida verso una vita sana, e chi se non il tuo datore di lavoro, che ti vuole bello e pimpante per produrre; e chi se non la religione che non ti vuole immerso nei vizi. Il tuo consumo è un freno, è un modo per sapere quello che stai facendo, sei un criceto che gira la ruota ma non dimagrisce. 8 ore dormi e lo fai non perchè hai sonno, è difficile dormire, lo fai perchè la mattina devi lavorare. Vivi 25000 gironi, 8000 di questi dormi. La vita è un progetto preciso. Un terzo del tempo sveglio lo passi a prepararti professionalmente, una seconda parte a produrre ed una terza a riciclare la tua pensione in farmaci miracolosi che ti fan vivere anni innaturali. E' tempo di svegliarsi prima di addormentarsi, è tempo di trovare lavoro, è tempo di studiare, è tempo di creare una mappa concettuale fatta di step e analisi di bilancio esistenziale, di programmazione vitale, è il tempo comprato dal denaro, e di questo tu ne sei schiavo, onore a te homo machina.
mercoledì 4 maggio 2011
Le elementari e la commedia
La tensione e la realtà deformata, questo sento/provo mentre sono in commedia, ho 7 anni e sono in II B, sono sul palco e i miei genitori mi flashano gaudiosi, ho paura di sbagliare, mi trema tutto, anche la lingua, i denti stridono e sbattono, battuta prego. Faccio l'albero non ho battute, al massimo mi abbattono, ecco una battuta, pessima, ora mi abbattono. Mia sorella in seconda fila attende il mio errore per ridere, è un pò emozionata, lei mancò alla recita quando era in II poiché aveva la febbre o almeno così diceva. Mi sono distratto, non mi muovo, come son bravo, tremo perché sono un ottimo albero con il vento e le foglie, tremo perché Wendy mi piace e Peter Pan è bello. Mi gratto con un ramo e mi perdo nel bosco, sento un lago, mi scappa la pipì, ecco il fiume scendere a cascata dal monte, mi scappa la pipì, scusami Wendy, non filmate genitori miei, ridi sorella il tuo momento è arrivato, ecco un'albero innaffiato.
martedì 3 maggio 2011
La notte e la Minerva bagnata
Vorrei prestarmi alla notte muto come lei, nell'assordante silenzio che ti attira, ti rende insonne e ti squaderna l'ispirazione. Con il dovere del mattino sempre più vicino e il delirio notturno dello star sveglio, nel vuoto, nell'atmosfera trasbordante dei lampioni fiochi e delle auto singhiozzanti. Guardare la luna con l'emisfero celebrale esatto, con lo stomaco di ferro e il ghiaccio dei piedi ritmatici fuori al balcone. Vorrei un bicchiere di vino e una pipa, senza saperla fumare, per oziare senza chiudere gli occhi. Ascoltare la pioggia ancora in culla fra le nuvole discendere a gocce lente sui tetti. Sentire un desiderio nuovo come di amore per la propria casa ma solo dopo tanto odio, sentire l'acqua assordante piovere sul tavolo, nelle scarpe e nel proprio letto, sentire che qualcosa non va e non riuscire a dormire. Sapere che l'alba comunque ci sarà col terreno friabile e un passo incerto, col fiato rapido, con la solita sigaretta spenta e la Minerva bagnata.
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