martedì 14 dicembre 2010

Giocoleria Cantautorale

La bocca impastata di liquami vari è serrata, le nuvole si schiantano nella valle arancio figlia di un nudo meteorite, di uno spermicidio mancato, di astri fatti e falsi, allegri e compatti. Donai anch'io all'umanità qualche fragile essere ma nulla di festoso. Le briciole sul banco sono un proiettore can you see the stars when you turn off the light, disse l'uomo prima di abbandonare il locale, disse chi inventò la lampadina, disse mia madre quando volle diventare tale. Scrivo perchè ho l'inutile quanto futile desiderio di essere immortale, scrivo perchè la crisi m'impone di avere una facciata meno misera della farsa quotidiana. Scrivo spesso di semafori ma oggi sono le comete blu sudate a coincidere con gli auguri, sono le lettere di un alfabeto carcerario, le gite dabbene, le chiese a pezzi, i colletti dei preti, le calze dei politici. Qualcuno dice di essere fiducioso, il veggente chiede spiccioli per il futuro, il ragazzo è allo Zenith ma ieri  era a lezione da me. Canterò, qualche bimbo mi ascolterà, sicuro che l'adulto aspetterà fuori dalla giocoleria cantautorale, sicuro che la nonna capirà la mia battuta mentre l'uomo medio si indigna fuori a fumare sigarette. Le sigarette.... il suicidio più prelibato e rilassante si consuma lento, ti accompagna lungo l'arco della tua esistenza e a volte ne sancisce la fine, ma mai avrai una donna più fedele di una sigaretta o un amico con cui confidarti o una famiglia sulla quale poggiare come la sigaretta e in cambio cosa ti chiede qualche spicciolo e un fiammifero. Un pò come scrivere anche se le autostrade son più belle dei pini, le cure termali delle France, troveremo un cuscino di cartongesso, abbracceremo gli occhiali della lavagna e la maestra G. chinata a cogliere rose in una domenica di un film porno, in una messa di Thomas Turbato, in una grondaia per leoni, in un bianco che è povero ed un ricco che piove. Ci sarai sole folle dai fianchi sinuosi in bianco e nero con il tuo sorriso ed il cascante seno della tabbaccaia di Amarcord. Succhia non soffiare.

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