sabato 3 settembre 2011

Un paese di merda

Uno sfrattato guarda il cielo cercando un luogo dove piazzarsi, qui in terra non c'è più posto per lui. Erri De Luca al mattino dall'alto del mondo mira due città la prima fu morte per Cristo mentre la seconda fu dimora per santi e puttane. Qui non ci sono prospettive né paesaggi da contemplare, da un lato vi è un morto accasciato che potrebbe essere il Cristo della nostra epoca, dall'altro dei sanpietrini gettati contro le camionette delle guardie. Il monte su cui mi trovo è un cumulo di falsità, di menzogne e futilità, mi regge oggi, domani forse e dopodomani pure, abbandonate i miti della giustizia in terra, sopravvivere si può. Chi chiede di più? chi prospetta per sé un futuro migliore? E' tempo di essere schietti, rapidi e dinamici senza sudare troppo però; è tempo di stritolare gli stracci e succhiare per sciacquarsi la bocca, c'è chi invece preferisce rubare una dentiera e vendersi i denti, chi preferisce vendere il fumo e crescere una famiglia, chi scopa per allattare il figlio. E' un inferno medio, un paradiso al contrario. Lungo il corso vedo camice, camici e camice di forza, nessun papillon se non quello di un mimo, la persona più seria che ho visto oggi, suona anche la chitarra e si traveste da uomo fa vivere sua moglie e il piccolo figlio mulatto. E' una vita a mezzo servizio, sul fondo di un bicchiere a rubare le gocce degli altri, qualcuno ha il bicchiere pieno, è in una scatola intrappolato e con saggezza ripete che per lui è un paese di merda.

domenica 28 agosto 2011

Asso di un mazzo incompleto

Buonanotte giorno, le ombre degli uccelli che ridono su una croce dichiarano l'uragano che i trecentosettanta mila non vedranno. Oggi sono in Finlandia, un vecchio zio ignoto mi ruba l'accendino, ha avuto tanti cancri quanti guai e ancora lì con le sue marlboro impastate di calcestruzzo e nulla lo scalfisce, neppure la moglie anzi ex. Mi lascia a disagio, distratto anzi di sasso lei è immatura, giudico, scrivere ha questo piacere perverso, parlo di lei, il nemico numero uno. Il mio nemico lascia la luce accesa, guarda la tv al massimo volume, si sveglia di pomeriggio e inguacchia il mondo con le dita oliate. Il mio nemico salta la fila, è simpatico, gusta l'effimero e replica le battute altrui. Si scatena un isolotto di grattacieli, si inverte ileicattarg, a rallentatore g r a t t a c i e l i, a stagioni alterne o forse asfaltate come i divani asfittici. Oggi dormo poche ore, poi vado alla mediateca, chi muore mi troverà lì, come un asso di un mazzo incompleto

giovedì 25 agosto 2011

Solo chi può diventa pazzo

Quando scrivo è perché ho voglia di leggere, una considerazione priva di sentimento, venale, coercitiva. Sondo gli umori che si alternano nella mente, a volte mi perdo, altre rido e non penso. Penso troppo, di ogni conoscenza che apprendo la mia mente si estende, la parte cosciente diventa pragmatica, strutturale, suddivide e ordina il mondo su due basi solide quali forma e contenuto, faccio delle buone sintesi. L'altra parte, quella inconscia, rielabora queste conoscenze e struttura un mondo deformato, la mia donna è un assassino, mia madre è un fantasma e il mondo mi deride, nulla è vero e tutto è falso, sono Truman ti assicuro lo spettacolo è la mia mente. Talvolta mi ritrovo al centro fra le due parti pensanti del mio cervello dove quella conscia si dice convinta della realtà intorno mentre quella inconscia deruba ogni certezza e struttura in egual modo un mondo alla rovescia dove io, lento da sempre, capisco l'inganno universale. A cosa credere non so, la parte inconscia è più rapida meno ovvia e più affascinante, quella conscia è evidente e ovvia al punto tale da essere confutata.

La sua paura più grande qual è? - chiese un giornalista in cerca di uno scoop-
 E' quella di accorgermi delle cose, di diventare pazzo, di essere così tanto alla ricerca del vero che non credo più a nulla, neppure alle mie mani. La paura più grande è nel piccolo quotidiano che, così piccolo, si ritrova a elaborare un mondo attorno al semplice rendendolo complesso. Solo chi può diventa pazzo.

domenica 21 agosto 2011

120 km/h

Corro, con l'auto o qualunque veicolo, perché altrimenti sogno, perché se sogno sono ingordo, divento pazzo e poi  tu mi leggi. Sono ligio a tutto fuorché a me stesso, vengo sull'auto in corsa, mi arrapa correre, specie se ubriaco, un giorno sarò sulla cronaca locale, chiunque tu sia mi raccomando un lead che non superi le 40 parole. Ho una prostata malmessa però continua a succhiarmelo altrimenti esplodo. Scrollo perchè altrimenti non è giorno, penso a lui ancora pazzo di lei, sei ridicolo; penso a lui ancora depresso perché vuole fare ma non ha il materiale: Giovani Cicale imparate a Risparmiare. Una teppista qualunquista, forse grillina, la pesto. Un teppista comunista, forse per davvero, non mi conquista. Ho bisogno che tu beva altrimenti non sono attraente, ho bisogno di esser nudo altrimenti non posso scoprirmi. Ho bisogno di un'amica, forse di una sbronza, ho bisogno di un amore, forse che si sbronza, e che non sia sempre tardi per pagare. Ho bisogno che tu sia lucida quando siamo folli, ho bisogno che la depressione non sia l'unico punto comune. Faremo un partito amore a stelle e strisce, con chi sogna e chi si sbronza, con chi ride e chi deride. Io voto Cioffi, un voto inutile, così che rido, così che vivo.

venerdì 19 agosto 2011

Salerno 1984

Le teste piatte sui muri si leggono ad occhi chiusi, come se un uomo avesse segreti al cospetto della sua amata. Tergiversare i controlli è inutile, videocamere di sicurezza, sensori di movimento, laser traballanti e una piazza larga come il mondo sul mare: Qui Non si può Scappare. C'è un uomo come statua che pedina con lo sguardo ogni individuo, il pensiero di poter essere sottocchio lo blocca, dalle carceri all'ora d'aria, Jeremy il Buono lo sapeva, ti svuotano le tasche con l'unico vizio concesso, qualche grammo di alcolusso. Prima c'era una piazza sviluppatasi negli anni come epicentro sociale, questa aveva mille vicoli, luci soffuse ed era frequentata da tutti, oggi invece viene compressa da militari, bottiglie di ghiaccio cascanti, dagli elicotteri comunali, la protezione civile ci scarica i rifiuti e il deflusso è realizzato. Oggi nella larga piazza fa caldo, ci buttiamo a mare e navighiamo con i topi, ho sempre avuto paura dei topi, alcuni sono morti ma cambia poco. Qualche squadriglia di schiavi ha provato a pulire ma poiché dovevano pagare per lavorare ci hanno rinunciato. Non ci sono fondi, la piazza è costata molto a noi cittadini e molto poco ai privati. Ora la camera 101 mi attende. Non c'è fondo alla Piazza dell'Oppressione.

giovedì 11 agosto 2011

Non ha senso

Non ha senso: il fatto che scrivo a quest'ora è una chiara testimonianza di vita insana. Dato che non ha senso che scrivo a quest'ora non avrà senso neppure ciò che scrivo. Quindi secondo logica non dovrei scrivere ma visto che lo sto facendo sono ad un punto illogico. Siccome il punto è illogico sono coerente con i precedenti post di questo blog. Pertanto in base alla personale coerenza mi impongo di  scrivere ciò che non ha senso manifestandolo con l'atto insensato della scrittura. Mi baso su quel che sono ovvero illogico, insano, privo di senso e tutto ciò che faccio lo faccio solo se privo di senso. 

venerdì 22 luglio 2011

Consumiamo insieme!!!

Cambia la tua vita, cambia il layout del tuo blog, deridi la stanchezza e schiaffeggia la solitudine, qui con noi potrai divertirti! Sono tante le droghe che ti vendiamo: hashish, marijuana e chetamina! Il tutto per una buona mattina! Il sole è già alto è tempo di abbassare le persiane, prenota il tuo ristorante di fiducia! Consumiamo insieme!!! Siamo patologici, escatologici, ecologici, pedofili, zoofili e necrofili! Drogati anche tu alla riserva indiana lontana dalla civiltà, in via George Washington 14, Atlanta, ci troverai nella sede della Made in China!!! copyright U.s.A...

domenica 3 luglio 2011

Sangue Mobile

Mi sento male, lo stomaco avverte il cuore. Rimbalzano anni di plenezza esistenziale in un vortice domato solo con la fede, con il rimorso e il labirinto del se fosse. Forse avrei potuto essere migliore, in tante cose il mio nome è accostato a qualche faccenda, a qualche misero valore. Provo ad essere un uomo e a essere un uomo di valore, trovo un socio e mi sconvolgo, trovo una segretaria e me la trombo. Le sigarette oggi sono strisce, servono per il mestiere che faccio, sto lì a sparare cazzate sragionando e perdendo la stima dei miei familiari, non che questi contino molto. Chi legge più? faccio prima a scrivere una mail personale, faccio prima ad imbucare qualche lettera d'amore che sta lì a prender polvere. Sono pochi i minuti che mancano, sono tanti gli oggetti che ho descritto eppure sono ancora qui col singhiozzo, il vomito e la rabbia, con i capelli irregolari e le tasche bucate, e più assimilo e più sperpero, ho le tasche bucate, i cervelli bucati, i polsi bucati e gli affetti bucati, e più mi smuovo per tappare e più affondo il coltello, una "sangue mobile" ingorda che affetta il mio corpo e lo getta in pasto alle iene, un tempo lo ero anche io, ora son depresso, non conto più il resto, fregami pure.

venerdì 3 giugno 2011

Willy TM

Sono irato, nervoso, provo odio. Desidero vendetta dalle martellate e cazzotti smascellanti in pieno pugilato. Una persona, un essere blu, coi capelli piuma, mi ronza intorno civettando con me.
Sono Willy e sono un alcolista
Sono qui per raccontarvi di come sono caduto dalla rupe. Mi sono rotto la testa ed ora vorrei guarire, lo stomaco sale in bocca e sbavo. questa tipa, la blu, la pedino per tutto il Desert Bar TM e bevo due ACME per rilassarmi, poi ne offro uno a lei, cominciano a girarmi le stelle alcoliche per la testa, mi ammanetta al letto e mi ruba i documenti dalla calzamaglia marrone, poi mi tira il martello, ora ho due bernoccoli di cui uno in testa. Gli occhi erano formati da cerchi cromatici attorno alla pupilla, viola - giallo - verde ecco la combinazione per la cassaforte che le voglio tirare quando la rivedo. Mi fotografa nudo e il giorno dopo mi chiama per garantirne il privato e a telefonata conclusa sento solo un Beep Beep, stupidi telefoni jazz che vendono alla quarta strada fra Kirk Gramler e John Milton. Mia moglie seppe tutto e volle il divorzio. Mio figlio si è suicidato. Non avevo i soldi per comprarle.
Non bevo da un anno e cinque giorni e progetto giorno e notte la mia vendetta. Ho studiato, ponderato, il cervello non frullava così da tempo. Non c'erano parole nelle mie scene, nelle sue c'era sempre quell'irritante Beep Beep. Ci vedemmo al privè alla cima del locale, c'erano sei piani sotto di noi, avevo una cassaforte fra le mani e fissavo lei appoggiata alla ringhiera. La vendetta era in atto. Corro contro di lei a passo calmo, alzo le gambe fuori dalle possibilità di un essere antropomorfo e non faccio rumore, la musica pare accompagnarmi, passo per passo. Scivolo sul sudore di un porco col papillon rosso che era caduto prima , lei si sposta e io proseguo oltre lei, a testa in giù, provo a sentire il pavimento sotto i piedi, prima con il pollice, poi con le altre dita fino al mignolo con cui verifico più volte tintinnando a vuoto. Non c'è nulla, provo a fare elica con la coda ma i 9,81 m/s mi invocano a presa rapida, mi spiaccico e dall'alto non si vede che una nuvola di fumo e io che giaccio inerme privo di respiro. PUFF sono morto Beep Beep!

giovedì 2 giugno 2011

Le nuvole frantumate

Alzo lo sguardo e scende il cappuccio dalla mia nuca, alle speranze comuni i miei occhi si distraggono, le nuvole si frantumano e le piogge acide boicottano le esistenze. Cinque soldati in fuga dai tutù, da terra provano a rialzarsi, guardano il cielo e i loro occhi si imbruniscono. Caltanissetta, Polla, Barcellona del Pozzo, Novi Ligure e Bastardo suonan le trombe solenni, in pace con un Dio antico. Le scommesse dei segretari del biliardo si smacchiano con azioni retrograde, pure e quasi cristiane. Lo stadio della Collera si manifesta fra i sentieri negativi e gli slogan trepidanti si ricopron di sussurri autunnali. Quando estate fu in un altro post, un altro ragazzo visse la sua spiritualità con occhi trasbordanti, irreali e magici. Le lettere che gli scrissi furono ignorate, i tirocini derisi e i migliori amici si diedero alla forca. Un flagello governativo tutto paesano, all'estero mi chiamavano il sottomesso dei sottomessi, a casa mi lamentavo dei miei fratelli e loro di me, nessuno amava l'altro, nessuno dava un pezzo di sè, nessuno era vivo perché nessuno aiutava l'altro e continueremo ancora a lamentarci: ci pisciano addosso e ancora a dire che piove.